8 Dicembre 2008

La malattia di Kawasaki

Deve il suo nome al pediatra giapponese Tomisaku Kawasaki che per primo lo descrisse nel 1967.

E’ una vasculite, ossia una infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni che può, solo in alcuni casi, causare una dilatazione (aneurisma) o un restringimento (stenosi) dei vasi colpiti.

E’ la seconda vasculite più comune dell’infanzia; non è ereditaria e nemmeno contagiosa; la maggior parte dei bambini colpiti è di sesso maschile ed ha meno di 5 anni. Può tuttavia colpire, seppur di rado, anche i bambini nel primo mese di vita, gli adolescenti e gli adulti.

Le cause della sindrome sono sconosciute; si pensa, tuttavia, che in un soggetto predisposto, una causa infettiva non identificata possa scatenare una risposta anomala del sistema immunitario con infiammazione e danno dei vasi sanguigni.

Primi sintomi

Sono individuabili in febbre (alta e persistente per almeno 5 giorni), accompagnata da irritabilità e spossatezza.
Arrossamento degli occhi (congiuntivite) senza secrezione.
Ingrossamento di una ghiandola nella parte laterale del collo.
Arrossamento della bocca (labbra, lingua e faringe sono rosso fragola).
Eruzione cutanea, rash, (simile a quello delle malattie esantematiche, scarlattina, morbillo).
A volte, possono gonfiare sia il dorso delle mani che quello dei piedi.
Spellamento delle dita delle mani e dei piedi, del palmo delle mani e della pianta dei piedi dopo 10-15 giorni.

Effetti

La malattia può regredire anche senza alcuna terapia, ma, se non trattata, pone il bambino ad alto rischio di complicanze cardiache: aneurisma e stenosi delle coronarie. Si può morire di morte improvvisa per infarto del miocardio, nelle prime settimane, o più tardivamente se gli aneurismi non regrediscono e si formano trombi che occludono i vasi impedendo al sangue di irrorare il muscolo cardiaco.

Terapia

La malattia viene trattata con Gammaglobuline somministrate ad alte dosi per via endovenosa, preferibilmente nei primi 10 giorni dall’inizio della febbre, e aspirina per via orale, a dosi alte nella fase acuta e a dosi basse successivamente.

Tempestività nella diagnosi

E’ estremamente importante che la malattia sia diagnosticata precocemente per dare al bambino la possibilità di ricevere in tempo il trattamento. Nei bambini trattati presto il rischio di complicanze cardiache è molto basso e certamente meno grave. Nei bambini non trattati o trattati tardi, il rischio di sviluppare aneurismi è del 25-30% dei casi. Il rischio maggiore, se la malattia rimane attiva, è quello di sviluppare aneurismi giganti che, difficilmente, regrediscono.

Per informazioni contatta il comitato scientifico Prof.ssa Fernanda Falcini/Dott. Giovanni Battista Calabri o telefona al 333.6470037 – 347.2917808

4 Comments so far...

turcato barbara Says:

30 Gennaio 2009 at 20:30.

Esprimo la mia solidarietà per questo bambino poichè anche mia figlia si è ammalata due anni fa di sindrome di kawasaki all’età di 14 mesi. é riuscita a salvarsi dopo tanta sofferenza oltrepassando la terapia intensiva ma dopo aver subito pericolosi danni al cuore e avendo perso un rene a causa di questa vasculite devastante.La Mamma.

donald30 Says:

14 Luglio 2009 at 11:47.

Mi unisco a tutte le famiglie che, purtroppo, hanno avuto un figlio con MK: a mio figlio è stata diagnosticata quando aveva 5 mesi, solo grazie alla mia insistenza con pediatra di base e P. Soccorso; ad oggi ha un piccolo danno alle coronarie.

vale Says:

28 Luglio 2009 at 17:07.

ho 25 anni ed ho avuto questa malattia a 3 anni, [...]. Ora sto bene.. non ho problemi cardiaci [...]. Ringrazio il prof. Ughi di Pisa, la dottoressa Viririllo e tutti i medici del Santa Chiara che sono riusciti a vedere subito di che cosa si trattasse, sono stata la 12 in tutta Italia anche perchè parliamo di 22 anni fà…e non è stato facile curarmi e fare una diagniosi ma davvero grazie di cuore a tutti i medici.

silvia ranaldo Says:

24 Gennaio 2010 at 16:32.

Un ringraziamento speciale alla dott. Falcini che ha curato personalmente mio figlio. Grazie alla sua tempestività oggi Samuele, che ha 10 anni, non ha nessun tipo di complicanza nè cardiaca nè coronarica. GRAZIE

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